IL DECALOGO DEL BASS

Gli irriducibili lo pescano anche d’inverno, con una pazienza certosina e con risultati modesti riguardo al numero di catture, ma non di certo riguardo la taglia. Tuttavia il risveglio definitivo avviene, senza andare troppo nello specifico, ai primi tepori primaverili; in modo più specifico quando di notte, da qualche tempo, la temperatura non scende di molto.

È proprio la minore escursione termica che fa aumentare di quanto basta la temperatura dell’ acqua. Occhio quindi, contrariamente a ciò che vien da pensare, un po’ di più alla notte. Detto questo, vediamo come si comportano i “primi” Bass.


FAME, MA FINO A QUANDO?


Dopo mesi di forzato rallentamento dei ritmi biologici (ricordiamo poi che questo pesce, sebbene ben acclimatato, è comunque alloctono) la fame si fa sentire. Ma passato questo periodo, la cui durata dipende da non pochi fattori (meteo, annata, luogo ed altro), subentra quell’indolenza tipica dei black prossimi alla frega.

Questi due periodi, se confusi portano a mio avviso ad una drastica riduzione di opportunità da parte nostra. Come cercare quindi di ovviare a ciò?


1) Meglio giocare d’anticipo e sprecare qualche uscita: alla fine si capiterà in qualche giornata indimenticabile, togliendo il rischio di arrivare tardi (può essere questione di pochi giorni) e trovare pesci già apatici.

2) Non concentriamoci sul fondo, ma piuttosto verso la superficie, prestando molta attenzione al sottoriva, agli angoli poco profondi e soprattutto alle eventuali cacciate o, più facilmente, bollate sulle agognate schiuse di insetti.

3) Proprio su quest’ultimi: ricordiamoci che i bass stazionano nelle zone dove si verificano le suddette schiuse, per diverso tempo durante la giornata. È saggio quindi concentrarci in tali spot. Con quali strategie?
Usando artificiali che simulino, non tanto nella forma ma nel movimento, gli insetti che vengono predati. Pensiamo forse che un minnow galleggiante mosso sul posto venga rifiutato perché non somiglia ad un insetto? L’ importante è il movimento.


5) Le esche di gomma (validissime in certi frangenti) hanno però influenzato esageratamente la pesca al black, sminuendo l’ inventiva del pescatore ed, ancora peggio, ponendosi come unica soluzione agli occhi ed alle prime esperienze dell’ignaro neofita. Dunque è bene non trascurare l’utilizzo di altri tipi di esche, al fine di individuare nel minor tempo possibile l’esca giusta della giornata!


6) Non abbiate mai fretta di lanciare: osservate prima lo spot di pesca ed i dintorni, per capire possibilmente il comportamento dei pesci e magari poterli scorgere anche a vista.


7) Dimenticare gli occhiali polarizzati in questa pesca può cambiare radicalmente l’ esito di una giornata.


8) Prestiamo molta attenzione alla nostra ombra che, ad esempio in Marzo, alle 18:30, può diventare per i pesci un’ eclissi di sole.


9) Avvicinamento cauto e mimetismo sono, non solo ora, basilari.


10) Anche se la pesca è prima di tutto divertimento, mantenere la concentrazione, piuttosto pescando un’ ora in meno, ci evita spesso delusioni.


Dopo questo decalogo e la sua messa in pratica arriverà un periodo, come detto all’ inizio, più apatico. E comincia un’altra avventura!

Roberto Granata – Noi Siamo Pescatori

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